Noi ragazzi dello “Strappo”, durante il mese di Novembre, abbiamo effettuato circa 500 interviste rivolte ai ragazzi del nostro liceo “Pitagora – B. Croce”.

Gli intervistati appartengono ad una fascia d’età compresa fra i 13 e i 19 anni. Abbiamo posto loro due domande inerenti al futuro universitario e lavorativo, le cui possibilità di risposta erano “Italia” oppure “Estero”.

Le domande erano le seguenti:

  • “Dopo il liceo dove preferiresti proseguire gli studi?”
  • “E dove vorresti lavorare?”

Le risposte ottenute sono state registrate e riportate su Excel; per quanto riguarda la prima domanda il 66% dei ragazzi preferisce restare in Italia, il 34% ha affermato di voler andare altrove … invece, per il lavoro, il 41% predilige l’Italia, la restante parte opta per l’estero.

I dati riscontrati fanno evincere che l’Italia è più ambita solo per il proseguimento degli studi; ciò è conveniente e agevole per esempio dal punto di vista economico, però per maggiori sbocchi lavorativi si punta all’estero. In Italia, invece, le varie opportunità fornite non sono considerate abbastanza appaganti e gratificanti a tal punto da arrestare questa “fuga di cervelli” che ormai cresce vertiginosamente.

“É più comodo restare qui, ma non ci sono presupposti, possibilità.”, “Vorrei davvero portare a termine i miei sogni nel mio paese, ma la qualità del lavoro non è la stessa.” Queste sono le risposte più comuni ricevute; dunque alla fine i laureati si convincono a trasferirsi oltre i confini perchè aspirano a una retribuzione superiore e a contratti a tempo indeterminato , specialmente per l’ambito tecnico-scientifico.

 

 

 

 

 

 

 

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