In un recente articolo pubblicato su “La Repubblica”, il gastronomo piemontese Carlo Petrini, fondatore dell’associazione Slow Food, richiama l’attenzione su un problema che agli occhi degli italiani (e, in generale, dei cittadini del mondo) spesso non appare tale.

La questione del cambiamento climatico discussa da Petrini è da non prendere più sottogamba. Il gastronomo qui analizza due aspetti di questo cambiamento: la tropicalizzazione del clima italiano, ormai innegabile, per via della palese alternanza tra lunghi periodi di siccità e giornate di temporali fortissimi; l’altro aspetto è la scarsa gestione del suolo da parte delle istituzioni. Petrini, pertanto, propone di affrontare il problema attraverso un controllo più rigido del suolo e una riduzione delle costruzioni (che rendono il suolo impermeabile) attraverso leggi che la garantiscano.

Le soluzioni proposte da Petrini certamente possono essere decisive per cambiare la situazione. Grazie alle istituzioni, infatti, si potrebbe controllare molto meglio il consumo del suolo, cercando di non antropizzare aree sempre più vaste di territorio. Il suolo viene reso impermeabile dalle numerose costruzioni che lo occupano. L’impermeabilità del suolo non permette dunque a quest’ultimo di assorbire l’acqua delle precipitazioni e aumenta il rischio di calamità, come alluvioni o frane.

Nelle ultime settimane, inoltre, sono stati fin troppi i fenomeni climatici abbastanza violenti da causare la promulgazione di allerte meteo in molte regioni di Italia e che hanno colto impreparate molte regioni, specialmente del Mezzogiorno. Le regioni del Sud, infatti, caratterizzate da un clima molto più caldo e mediterraneo, non sono abituate, né tanto meno attrezzate, per affrontare questa tipologia di fenomeni. Un altro compito della politica dovrebbe essere questo: garantire ad ogni regione i mezzi necessari per fronteggiare eventualità climatiche di questo genere, destinate a diventare sempre più frequenti se non si prendono i provvedimenti adeguati.

Ma non è neppure giusto scaricare tutte le colpe sull’indifferenza della politica. Bisognerebbe far partire il cambiamento dal basso, dai cittadini, attraverso una maggiore sensibilizzazione sul problema. L’inquinamento, l’effetto serra e altri fattori (che rappresentano ulteriori cause del cambiamento climatico) partono proprio da noi cittadini e dovrebbe essere nostro compito invece cercare di combatterli, per garantire un futuro migliore ai nostri figli.

Ma purtroppo non ci rendiamo conto del fatto che siamo stati capaci di sovvertire gli ordini della natura, arrivando addirittura a causare uno stravolgimento del nostro clima. La nostra indifferenza è pericolosamente forte e continuiamo a vivere come se niente fosse, lasciando in eredità alle future generazioni un mondo ormai distrutto o che, molto peggio, potrebbe esso stesso distruggere loro.    

Dario Gargiulo 5A classico

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