Sabato 22 dicembre 2018 la nostra scuola ha organizzato, come ogni anno, la partita del Cuore. Tale manifestazione, che si svolge nello stadio della nostra città, il Giraud, è finalizzata a raccogliere soldi da dare in beneficenza; i soldi raccolti verranno utilizzati quest’anno per un progetto che la nostra scuola ha molto a cuore: aiutare i bambini del Congo.

La partita è stata giocata dagli alunni del nostro liceo divisi in tre squadre: la Centrale, lo Sportivo e le Succursali; tutta la manifestazione è stata aperta da un inno contro la violenza negli stadi al quale hanno partecipato alcune nostre compagne. In campo vi erano anche alcuni ragazzi de “Lo Strappo” che si occupavano di foto e interviste.

Durante tutta la manifestazione, infatti, abbiamo avuto l’occasione di poter intervistare i giocatori ponendogli due domande:

   Sai qual è il fine della partita del Cuore?

   Cosa ti ha spinto a giocare?

Dopo aver riportato su Excel i dati ricavati dalle risposte e dopo averli analizzati abbiamo scoperto che il 79% dei ragazzi che giocavano sapevano il fine della partita del cuore; al contrario, il restante 21% non conosceva il fine della manifestazione..Significativa è stata la risposta che Donato Battipaglia e Alessandro Savino ci hanno dato e che qui riportiamo:

Inevitabilmente anche la passione che proviamo per il calcio ci ha spinti a giocare ma il fattore che maggiormente ha influenzato la nostra scelta è stato proprio il fine che questa partita che stiamo per affrontare ha. Giocare vuol dire essere ancora di più parte integrante e attiva di un’iniziativa benefica volta ad aiutare persone in difficoltà; dunque crediamo che giocare non sia altro che un atto simbolico che ci rende parte concreta di questa iniziativa.

Per quanto possa sembrare un ossimoro, visto l’inno di apertura della manifestazione, l’evento si è concluso prima del dovuto a causa dell’esplosione di un petardo lanciato nel fossato che divide il campo di gioco dagli spalti. L’autore del gesto è ancora ignoto. La partita si è conclusa anticipatamente, dunque, per motivi di sicurezza. I professori, la sicurezza e i rappresentanti d’istituto presenti affermano che tale gesto non verrà sottovalutato e che l’autore verrà punito.

Martina Pacifico 4C scientifico. Foto di Mara Di Bagno 3B classico

 

 

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