La mensa Don Pietro Ottena, a Torre Annunziata presso la parrocchia dell’Immacolata, è nata l’8 dicembre 2003, per volontà del sacerdote da cui prende il nome.

All’inizio era aperta soltanto due giorni a settimana; oggi, con il parroco don Pasquale Paduano, la mensa offre un pasto caldo 365 giorni all’anno. Ci sono trenta volontari che, a turno, vi prestano servizio; a loro si affiancano tante persone delle parrocchie locali e, specialmente negli ultimi anni, numerosi giovani. Come testimonia Giuseppe Fransese, uno dei volontari più assidui, “è bellissimo che così tanti giovani vengano ad aiutarci nell’accoglienza dei poveri sempre con il sorriso”.  Alcuni volontari prestano il loro aiuto anche nei giorni che tutti preferirebbero trascorrere in famiglia, come Natale, Capodanno o Ferragosto.

Il Natale, in particolare, è una festività molto sentita, poiché gli ospiti abituali della mensa sono come una grande famiglia che desidera trascorrere insieme le vacanze natalizie. Il Natale alla mensa è come quello del vicino di casa, della famiglia, degli amici: si pranza insieme, si gioca a tombola, ci si scambia i regali.

Infatti è soprattutto nei giorni di festa, racconta la co-responsabile Maria Auricchio, con gli occhi pieni di commozione, che gli ospiti della mensa hanno particolarmente bisogno del calore di una famiglia. E lo ritrovano nell’accoglienza dei volontari; infatti Maria definisce la mensa come “una porta aperta della città, dove cerchiamo di accogliere con amore tutti coloro che ne hanno bisogno.”

Ma chi sono le persone che si rivolgono alla mensa?

L’accoglienza viene offerta a tutti; a nessuno viene chiesto da dove viene, chi è o perché è lì. Alla mensa, infatti, sono accolte persone di religioni, etnie, età, estrazioni sociali diverse.

Per alcuni, inoltre, la povertà non è soltanto materiale, ma soprattutto spirituale, poiché cercano nella mensa sostegno e affetto. Luigi, uno degli ospiti, dice: “Anche se non mangiassi, verrei lo stesso. Le cose valgono quando sono fatte con il cuore: un’azione piccola diventa grande.” Anche Teresa afferma: “C’è cortesia, si mangia bene, e sono contenta di venire perché qui non mi sento sola, mi sento a casa. E’ come essere con dei fratelli.”

Giulia D’Avino e Clara Flauto  4A classico

 

Facebooktwittergoogle_plus