L’autore

Fedor Dostoevskij nacque a Mosca l’11 novembre del 1821 e morì a San Pietroburgo il 9 febbraio del 1881 per enfisema polmonare. Di carattere allegro, venne educato dalla madre all’amore per la letteratura, per la musica e per la preghiera e nel 1846 scrisse Povera gente, all’insegna della lotta contro la povertà. Dopo aver frequentato circoli rivoluzionari, venne arrestato e condannato alla pena di morte, ma salvato un attimo prima di morire da un ordine dell’imperatore che cambiò la condanna in quattro anni di lavori forzati in Siberia. Questa dura esperienza lo segnò fisicamente e moralmente.  Allontanatosi dalla carriera militare, si dedicò nuovamente alla letteratura scrivendo Il sosia. Purtroppo questo romanzo non ebbe successo. Le sue condizioni fisiche si aggravarono, fino alla morte. I suoi funerali furono accompagnati da una folla enorme. Dostoevskij è stato uno dei più grandi romanzieri e pensatori della storia: dalle sue opere emerge uno spirito di tolleranza religiosa e di indulgenza nei confronti dei criminali, a suo parere sfortunati e quindi più meritevoli di salvezza.

Il romanzo breve: Le Notti Bianche

Il romanzo breve intitolato Le notti bianche, considerato il capolavoro giovanile di D., fu pubblicato nel 1848: il titolo prende nome da un determinato periodo dell’anno in cui il sole tramonta dopo le 22 nella Russia del nord. Il tema è quello del sognatore romantico, dell’uomo così immerso nel proprio mondo ideale da trascorrere la sua vita in un paradiso di illusioni. Il libro è diviso in quattro parti; ogni capitolo, pur essendo breve, è di una profondità tale da farci immergere totalmente nella vicenda. Ci ritroviamo  di fronte a un uomo timido e introverso, ingabbiato nella sua visione ideale delle cose, un uomo che è trappola di se stesso e delle sue illusioni.

Amico delle case, delle strade, del cielo, il protagonista non aveva nessuno con cui parlare fin quando in sogno gli apparve una dolcissima fanciulla. La vide da lontano, su un ponte, che piangeva affacciata alla ringhiera. Trovò il coraggio di farsi avanti, provò a superare quei muri che aveva intorno al cuore porgendole il braccio. Lei, Nasten’ka, accettò e insieme percorsero il tragitto di casa. A questo punto il protagonista era sommerso dalle emozioni. I due si diedero poi appuntamento alla notte seguente, ma solo se lui non si fosse innamorato di lei. Prima della quarta notte il protagonista, soffocando i sentimenti che provava per la ragazza, impose silenzio al suo cuore che urlava il nome di lei. Avrebbe voluto proteggerla, sposarla… Alla quarta notte, le rivelò tutto e le chiese di sposarlo. Lei in lacrime accettò, ma sapeva, purtroppo, che non era lui l’uomo che amava. I due, sorridendo e pianificando il futuro, iniziarono a dirigersi verso casa, ma …  proprio in quel momento l’uomo davvero amato da Nasten’ka fece ritorno. Così ella tornò dal suo amato, mentre il protagonista restò raccogliere i pezzi dei suoi sogni, del suo cuore, delle sue speranze, della sua anima. La conclusione del romanzo ci presenta un personaggio distrutto, inghiottito da quelle sabbie mobili che erano le sue stesse illusioni.

L’ultima parte, ossia ‘’Il mattino’’, segna la fine della breve storia d’amore non ricambiata e mai vissuta.Si chiude con una lettera in cui la fanciulla si scusa, che il protagonista legge piangendo, rassegnandosi a riprendere la vita che ha condotto prima di conoscerla.

‘’Le notti bianche’’ di Dostoevskij è un romanzo tanto piccolo quanto grande: piccolo nelle dimensioni, ma grande in ciò che trasmette ai lettori. Nella storia dei due amanti c’è amore, solitudine, voglia di amare, di essere ascoltati; ci sono sogni, sconfitte e false vittorie… E’ un libro adatto a qualsiasi tipo di lettore, proprio perché in ognuno di noi c’è un sognatore che spera di dare vita ai propri desideri.

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