Levante, pseudonimo della cantante siciliana Claudia Lagona, oggi trentaduenne, ha da poco pubblicato un singolo tratto dall’omonimo album (che uscirà in autunno) dal titolo ”Andrà Tutto Bene”; sono state annunciate anche le date del tour estivo ed è prevista anche un’esibizione a Caserta.

”Andrà tutto bene” ha riscosso molto successo: Levante parla della realtà che viviamo e affrontiamo tutti i giorni. Dopo il brano dedicato alle donne che subiscono violenza (”Gesù Cristo Sono Io”), la cantante ci sorprende con un testo che affronta non solo il problema dell’inquinamento ambientale, ma anche quello degli immigrati, dell’abuso di potere da parte delle autorità e dell’inerzia dei giovani.

Argomenti attuali: basti infatti pensare al movimento Fridays For Future iniziato dalla coraggiosa Greta Thunberg, stanca di vedere la Terra sfruttata al punto da provocare danni irreparabili alla natura solo per ragioni economiche o per irresponsabilità degli adulti e dei politici; al caso Cucchi, ucciso da esponenti delle forze dell’ordine;  alle centinaia di immigrati, uomini, donne, bambini che non avranno un domani e che sperando di intraprendere una vita migliore muoiono in mare, nell’indifferenza, ignoranza e insensibilità di noi tutti.

Levante ha riversato tutte queste preoccupazioni nella sua musica, collegandole a un titolo enigmatico che potrebbe essere interpretato sia come la promessa in un futuro migliore che come un modo per dirsi bugie, per non aver paura.

Con un tocco rock racconta ai suoi fan ciò che maggiormente l’angoscia tentando di sensibilizzare gli ascoltatori con espressioni a volte provocatorie. Il ritmo della canzone, forte, deciso e a tratti lento, accentua il fatto che abbiamo pochissimo tempo per cambiare le cose e che bisogna agire subito. Levante solitamente ci parla d’amore, ma questa volta ha voluto trattare un tema più ampio superando le aspettative di tutti. Con occhio critico si è dimostrata capace di giudicare ciò che la circonda mettendo in luce le negatività che superano i buoni propositi e fornendo una panoramica esaustiva dello scenario odierno, senza censure.

I proiettori sono puntati sulla perdita della speranza, accompagnata alla mancata volontà di rivoluzione perché ci sentiamo piccoli rispetto a questi problemi che sembrano irrisolvibili. Ma è davvero tutto perduto? Siamo davvero arrivati al punto di non ritorno?

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