Il 18 febbraio di ottant’anni fa, a Genova, nasceva Fabrizio De André, considerato da alcuni il più grande cantautore italiano di tutti i tempi, tra i migliori poeti del 1900. Molti testi delle sue canzoni sono vere e proprie poesie, inserite nelle antologie scolastiche. Il legame tra De André e la poesia è ancor più evidente se si considera che per alcuni testi egli si è ispirato a raccolte poetiche di fama internazionale, come “L’Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters.

In occasione dell’anniversario della nascita dell’artista, la sua città, Genova, lo ricorda con una settimana di musica, immagini, parole ma soprattutto con la proiezione nei cinema del ” Concerto ritrovato” di Fabrizio De André e della PFM (Premiata Forneria Marconi), conservato per oltre quarant’anni. Questo concerto viene, appunto, detto “ritrovato” poiché il video, dopo un lungo periodo di ricerca durante il quale si credeva smarrito, è stato rintracciato e restaurato.

Nonostante siano trascorsi tanti anni, il messaggio di De André è ancora attuale. Per rendersene conto, basterebbe riascoltare alcuni dei suoi più noti brani: la “Canzone di Marinella” che racconta la storia di una donna che ha perso se stessa non da un punto di vista fisico, ma psicologico; la “guerra di Piero” che tratta dell’impegno contro la guerra e dell’assurdità di essa; la canzone “Don Raffaè” sul potere degli esponenti della camorra; oppure, ancora, la canzone “Bocca di rosa” che sottolinea gli aspetti paradossali dei personaggi della vita quotidiana.

 

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