Il 25 marzo 2020, per la prima volta, si è celebrata una giornata in onore del nostro sommo poeta Dante Alighieri, istituita su proposta di Dario Franceschini, Ministro del MiBACT (acronimo che indica il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismo) , con una direttiva approvata il 17 gennaio di quest’anno, per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Per l’occasione le numerose manifestazioni previste sono state spostate sulla rete, a causa dell’epidemia di Coronavirus che sta flagellando l’Italia. Queste manifestazioni sono state rese visibili online attraverso gli hashtag #Dantedì e #IoLeggoDante a cui hanno dato il loro contributo giornalisti del calibro di Paolo Di Stefano, del Corriere della Sera, Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca; italianisti, linguisti e filologi, tra cui il professor Luca Serianni, della Società Dante Alighieri, e tante altre personalità. Numerose sono risultate le immagini, i video, le trasmissioni televisive e radiofoniche (Rai1, Rai2, Rai3, RaiStoria, Rai5, RaiPlay, Radio3 etc.) e altri interventi diffusi per ricordare il simbolo della cultura e della lingua italiana  che, in questo frangente difficile, hanno contribuito a riunificare simbolicamente la nostra bella Italia da un punto di vista culturale. Tra le iniziative più particolari, avviate già nei mesi precedenti, vi è quella dell’artista asiaghese Leonardo Frigo, il quale, sebbene il nome e l’opera di Dante non avessero bisogno di diffondersi in tutto il mondo poichè già celebri, ha impiegato il suo talento per creare dei veri e propri capolavori, quali i trentatré violini, da lui dipinti o per così dire ‘tatuati’, per illustrare i trentatré canti dell’Inferno della Divina Commedia.

 

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