Dopo un serio aumento dei contagi, il Governo ha deciso di chiudere le discoteche e di imporre l’uso delle mascherine anche nei luoghi aperti. Tali provvedimenti, presi solo per favorire la salute della popolazione, hanno però provocato l’indignazione di alcuni personaggi famosi sui social. Ne sono esempi la Tiktoker Gaia Bianchi e l’influencer Damiano Coccia, detto “Er Faina”:  entrambi hanno affermato che se il Governo è pronto a chiudere le discoteche, deve prendere lo stesso provvedimento anche con le scuole. Ci troviamo quindi davanti all’ennesimo uso sbagliato e personalistico dei social media da parte di coloro che per primi dovrebbero sapere quanto un cattivo messaggio lanciato sulle piattaforme online possa confondere o ottenere effetti negativi su persone facilmente influenzabili.
Successivamente Instagram, app sulla quale i due hanno condiviso le loro considerazioni, è stata teatro delle varie risposte dei milioni di utenti che hanno visionato i post o le stories di Gaia e Damiano. Alcuni si sono totalmente dissociati dai loro ragionamenti, altri invece hanno affermato che criticare chi si è recato in discoteca è solo una “caccia alle streghe” e un modo per scatenare una polemica.  Certamente, anche le maree di ragazzi che avevano violato le ordinanze e che avevano affollato le strade alla fine della quarantena sono stati criticati e giudicati negativamente. Ovviamente la causa dell’aumento dei contagi è da ricercarsi in più fattori, ma sarebbe ipocrita parlare di tutte le altre situazioni ad eccezione di quella delle discoteche, nei cui spazi in queste settimane si sono ammassati a ballare e cantare per ore e ore centinaia di ragazzi senza alcuna protezione. Tuttavia è doveroso dire che a sbagliare veramente non sono stati solo coloro che vi si sono recati, ma anche chi ha riaperto i locali senza far rispettare le norme, con distanziamento e mascherine.

Segregati in casa, noi abbiamo aspettato per quattro mesi che l’emergenza covid si placasse e dopo tanto tempo siamo finalmente usciti, abbiamo potuto rivedere il mondo. Siamo ripartiti a piccoli passi per evitare ulteriori ricadute e contagi. Ed è proprio per il rispetto di questa rinascita “a piccole dosi” che le discoteche sarebbero dovute restare chiuse; ma i gestori con le loro prenotazioni premevano, temendo per le inevitabili perdite. Quindi diciamolo: con questa riapertura si è fatto il passo più lungo della gamba. Spesso la gente pensa solo a se stessa senza preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni, prendendo decisoni egoiste che causano spesso disastrose conseguenze. È per questo che “si suppone” che sia compito dello Stato  prendere provvedimenti saggi e razionali come non riaprire questo tipo di strutture. E poi non prendiamoci in giro: come si faceva a pensare che le discoteche avrebbero rispettato le norme di sicurezza?
Dato che ogni sera da anni vengono violate leggi importanti come l’obbligo di non versare alcolici ai minori, figuriamoci se possono essere rispettati gli obblighi sanitari imposti dal governo che ostacolano sia i guadagni di gestori e proprietari che il divertimento dei ragazzi …

Chiara Cinquegrana, III AC
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