Nuovamente riflettiamo sull’incapacità umana di porsi dei limiti, al fine di salvaguardare l’ambiente circostante. E infatti, dopo un periodo di disattenzione maggiore al tema a causa della diffusione della pandemia Covid-19, si vede riemergere uno dei problemi di rilevanza maggiore per il raggiungimento del benessere umano: l’inquinamento. Questa volta, a fare da protagonista, è stata la magnifica isola indonesiana di Bali, definita illustre e quasi sacra per la presenza di numerosi templi. In seguito a recenti tempeste, l’isola si è trovata sconvolta e le incantevoli spiagge di Kuta, Legian e Seminyak sono state soffocate dalla plastica trasportata dai monsoni.

Tuttavia, però, gli amabili cittadini balinesi non hanno perso tempo, cercando di restituire alle spiagge la possibilità di respirare, portando via ben 90 tonnellate di rifiuti plastici in soli due giorni, al fine di salvaguardare l’habitat e l’economia, cercando di conservare il proprio prestigio turistico. Il sito del Guardian parla di un evento catastrofico, scaturito non solo dai monsoni, ma anche e soprattutto dalla cattiva gestione dei rifiuti e dall’inquinamento globale marino. A tal proposito, è, giustamente, citato uno studio di Science, risalente all’anno 2015, riguardo ai 20 paesi meno capaci della gestione dei rifiuti, nella cui classifica Bali consegue il secondo posto, lasciando il primato alla Cina. Il sito riporta, inoltre, le parole di Denise Hardesty, figura rilevante nell’ambito della ricerca scientifica australiana CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation), la quale ritiene che, sebbene ogni anno si raccolga una quantità rilevante di plastica, nell’ultimo decennio il mondo abbia veramente superato il limite, soffocando gli oceani, i mari e le spiagge stesse. E, ancora, Wayan Puja, dell’agenzia per l’ambiente e i servizi igienico-sanitari della zona di Badung, ha parlato ampiamente dello sforzo dei collaboratori al fine di risolvere il problema, con un chiaro intervento sulle cause primarie dell’evento. Fortunatamente, grazie all’ausilio di uno sforzo collettivo, Bali ha deciso di riorganizzarsi, proponendosi di ridurre di almeno il 70% i rifiuti in mare e convertendo la discarica di Suwung in un parco ecologico con termovalorizzatore.

Come sempre, prima di attivarsi per risolvere un problema, c’è la necessità che questo diventi quasi irrecuperabile. L’essere umano, pur cercando in alcuni casi di impegnarsi, sembra abbandonare in poco tempo le proprie iniziali convinzioni. È bene, quindi, che l’umanità in generale si ricordi di salvaguardare il proprio ambiente e di tutelare la natura: essa offre il pregio della vita e merita in tutti i modi di essere rispettata. Non serve molto per ottenere un mondo migliore: ogni singolo gesto di ogni singolo individuo è lodevole poiché, sebbene il lavoro di ciascuno appaia insignificante, a livello macroscopico esso risulta di un’importanza certamente non trascurabile.

Facebooktwitter