Caratteristica fondamentale del capolavoro dantesco è l’Allegoria: la figura retorica per cui un concetto viene evidenziato attraverso un’immagine, ma richiede un’interpretazione razionale di ciò che sottintende. La Divina Commedia è l’allegoria del processo di perfezionamento compiuto da Dante nel passaggio dalla fase di peccato e di difficoltà in cui era sprofondato dopo la morte di Beatrice alla redenzione morale e alla riconquista della fede. La Divina Commedia è, quindi, un viaggio allegorico di Dante: un viaggio verso la salvezza che conduce dall’oscurità alla luce, dallo smarrimento alla comprensione degli errori compiuti, dal male al bene, dalla bestialità alla spiritualità. L’allegoria dantesca congiunge il significato spirituale con quello storico e si divide in due categorie. Una è quella dei poeti, in cui il senso letterale è fittizio; l’altra è quella dei teologi, in cui i fatti narrati esprimono un valore storico. L’allegoria medievale è davvero un abito mentale che spesso i lettori moderni faticano a capire. Ma è proprio grazie a questa tecnica che oggi, a 700 anni dalla morte del poeta, per il lettore è ancora possibile e piacevole gustare i versi di Dante.

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