Da circa un anno noi allievi e i nostri docenti siamo diventati quasi degli esperti in materia di DAD e videolezioni, dato che col tempo abbiamo dovuto imparare come funziona questa nuova forma di didattica. Per utilizzare la DAD, non c’è bisogno di nessuna preparazione informatica. Anzitutto, la scuola crea un account istituzionale per ogni alunno. La tappa successiva è scaricare due applicazioni: la prima, Classroom, permette ai professori di caricare gli assegni e agli studenti di consegnare i compiti, la seconda, Meet, è usata per le videolezioni. Inserendo il link fornito dalla scuola, gli alunni devono attivare poi la telecamera, in modo che i docenti possano vederli. Esiste, inoltre, una chat di gruppo in cui è possibile scrivere dei messaggi, inviare link o frasi da far tradurre. Una funzione molto vantaggiosa è “condividi schermo”, che permette ai professori di spiegare attraverso dei power point o mostrare film o documentari ai ragazzi. È come una sorta di specchio, che trasmette tutto ciò che compare sullo schermo di chi presenta. Non è, dunque, complicata la DAD, se non fosse che la sua funzionalità dipende totalmente dalla qualità del Wi-Fi della zona in cui si abita.

Chiara Cinquegrana IIIA Classico

 

DAD: didattica a distanza, ma non solo, anche un percorso, un’esperienza condivisa da milioni di persone. A partire da marzo dell’anno scorso, alunni e professori si sono ritrovati improvvisamente dinanzi ad un computer, a fare i conti con la tecnologia e ad imparare ad usare diverse applicazioni. Quando è iniziata la DAD, un po’ tutti siamo stati contenti di non doverci alzare presto la mattina, fare una colazione veloce e prepararsi frettolosamente, rischiando di dimenticare un libro o un quaderno a casa. Ci è sembrato, infatti, che tutto sarebbe stato più facile, nascondendosi dietro le iniziali dei cognomi sul desk. Poi, giorno dopo giorno, ognuno ha compreso che questa DAD è molto di più: essa richiede una maggiore responsabilità, un serio impegno ed anche una nuova autonomia da parte degli studenti. A ogni data in cui si credeva che ci sarebbe stato un ritorno in classe, gli alunni, così come i docenti, hanno provato gioia e dispiacere, perché ognuno sapeva che non sarebbe stato così. Oggi la situazione è completamente cambiata: alcuni studenti sono tornati tra i banchi, altri purtroppo sono ancora qui, dietro lo schermo, a vedere le iniziali colorate dei loro compagni o dei visi a volte sgranati.

Federica Esposito, Lucia Izzo, Valeria Librera, Paola Oliva IIIB Classico-

 

La scoperta del mondo digitale, utilizzato in ambito scolastico, ci ha portato alla conoscenza della Didattica a Distanza. Nonostante le molteplici critiche, che sono state rivolte a questo nuovo modo di fare scuola, siamo riusciti ugualmente a trovare in esso dei lati positivi, che ci hanno aiutato ad affrontare questo periodo con più serenità e consapevolezza. Innanzitutto, senza la DAD, l’anno scolastico, interrotto ormai da quasi un anno, sarebbe stato, come molti credono, irrimediabilmente perso; al contrario, grazie ad essa, possiamo continuare la nostra istruzione. Per di più, noi ragazzi ci stiamo responsabilizzando e stiamo imparando a gestire lo studio anche da soli, dal momento che apprendere attraverso le videolezioni risulta più difficile. Inoltre coloro che a scuola ritenevamo i nostri peggiori nemici, ovvero i professori, nella didattica a distanza si sono rivelati grandi alleati, capendo ogni nostro problema e cercando di aiutarci nei momenti di difficoltà. Nonostante sia divertente prendere parte a delle classi virtuali e vivere questa nuova esperienza, ci piacerebbe tornare alla vecchia e monotona quotidianità scolastica.

Marta De Cristoforo, Camilla De Rosa, Lavinia Longobardi IIIB Classico-

 

Sebbene la DAD offra innumerevoli vantaggi, molti sono anche i limiti. Lo schermo del computer compromette il rapporto insegnante-studente, oltre alle dinamiche di gruppo che si creano in aula. La possibilità di celarsi dietro le proprie iniziali impedisce agli studenti di interagire tra loro, la collaborazione è fortemente ostacolata e questo potrebbe sminuire la compattezza della classe. Lo stesso scambio di informazioni didattiche via chat risulta asettico, giacché non trasmette sufficiente empatia. La lezione online è povera di elementi arricchenti, come il contatto umano e la comunicazione diretta, fatta non solo di parole ma di gestualità, fondamentali soprattutto per i più piccoli. Inoltre, la tecnologia non sempre facilita lo svolgimento delle lezioni: talvolta la scarsa dimestichezza di professori e alunni, i frequenti problemi legati alla connessione o ai dispositivi mettono ulteriormente alla prova questa inedita modalità di apprendimento. La distanza impedisce poi  agli insegnanti di valutare efficacemente gli studenti, fortemente tentati di copiare, a discapito della propria formazione e del proprio bagaglio culturale, che indubbiamente ne risentirà.

 

-Martina Izzo, Martina Di Sarno IIIB classico

 

Dalla DAD abbiamo appreso moltissime cose che in tempi normali non avremmo potuto imparare. Abbiamo compreso l’importanza delle lezioni in presenza, dello stare insieme, del contatto fisico e visivo che c’è in classe. Vedere gli insegnanti e i compagni attraverso uno schermo, non è il massimo. Si percepisce quella mancanza, quel senso di incompletezza e insoddisfazione al termine di una lezione; non si torna a casa e non ci si saluta con i compagni fuori scuola. Crediamo, però, che la cosa più importante di tutte, insegnataci dalla DAD, sia la Responsabilità, quella con la “r” maiuscola. Abbiamo compreso che è inutile imbrogliare, attaccando fogli sullo schermo e leggere tutto durante un’interrogazione: questo, infatti, prima o poi ci si ritorcerà contro, giacché della scuola non ricorderemo i voti che abbiamo avuto, ma ciò che abbiamo imparato. La DAD ci ha fatto capire, inoltre, che possiamo trovare la spinta e l’occasione per crescere e per migliorarci anche da una situazione di disagio: abbiamo fatto “di necessità virtù”. Grazie ad essa, abbiamo acquisito anche la consapevolezza che i nostri insegnanti hanno la capacità di educare il cuore, oltre che la mente e per questo saremo loro sempre grati.

Francesco Angrisani, Antonio Fasoletto, Simone Gargiulo IIIB Classico

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