Dopo mesi estenuanti di privazioni, divieti e paure, il 2021 si è aperto con la concretizzazione del progetto vaccinale e, finalmente, sono state somministrate le prime dosi.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, con l’approvazione di Senato e Camera dei Deputati, ha previsto inizialmente un piano vaccinale di oltre 215 milioni di dosi gratuite, con inizio a partire dal 27 dicembre 2020.

Tuttavia, i piani sono stati rivisti a causa del ritardato arrivo delle dosi. E, mentre l’Europa afferma di voler mantenere il più possibile, in un modo o nell’altro, il vecchio progetto di somministrazione vaccinale, si attende l’approvazione del vaccino AstraZeneca, da affiancare a Pfizer, così da accelerare ulteriormente la tempistica: così facendo, spiega il commissario straordinario Arcuri, riprendendo la campagna vaccinale intorno alla metà di febbraio, si arriverà quasi alla metà delle dosi precedentemente pattuite.

In territorio europeo, si muovono le prime campagne vaccinali ed alcune storie risultano toccanti: è il caso, ad esempio, di Mr. William Shakespeare, 81 anni, secondo al mondo a ricevere il vaccino.

Nel frattempo, però, le opinioni a riguardo non sono tutte positive. Numerose persone non si fidano del vaccino e ne temono gli effetti collaterali, mentre i giovani, in realtà, sembrano più favorevoli alla somministrazione vaccinale.  Abbiamo pensato di proporre un sondaggio all’interno del nostro liceo, il “Pitagora – B. Croce” di Torre Annunziata, ponendo una semplice domanda agli studenti: “Se avessi, adesso, la possibilità di fare il vaccino, lo faresti?”. La risposta dei giovani è stata molto chiara: su 205 studenti solo 31 hanno risposto negativamente; mentre l’84% degli studenti accetterebbe la somministrazione anche subito. Inaspettatamente, i ragazzi sono a favore del vaccino, perché lo considerano come la fine di questo periodo da incubo.

Per comprendere soprattutto le paure dei nostri coetanei abbiamo allora proposto un ulteriore sondaggio, in modalità differente: in una scala di grandezza da 1 a 10 i ragazzi hanno espresso la misura della propria paura di assumere il vaccino. Il risultato è stato anche qui inaspettato, ma coerente: la media infatti è di 3,7 su 10, un valore alquanto basso. Ma quali sono le paure di ragazzi? La paura prevalente riguarda soprattutto le allergie, dal momento che non vi sono ancora certezze a riguardo. Altri, invece, hanno espresso differenti timori: “Noi ragazzi saremo sicuramente gli ultimi a cui verrà somministrato il vaccino: e se i tempi fossero tanto lenti da impedirci di assumerlo nei tempi prestabiliti? Se ciò avesse ripercussioni sulla scuola? E se quest’incubo non terminasse neanche dopo i vaccini?”. C’è però anche chi spera uscire da questa infernale situazione prima e indipendentemente dal vaccino.

Tutti questi quesiti mostrano l’incertezza dominante. Tuttavia, il timore per il nuovo farmaco è stato soppiantato dalla paura di restare in questa condizione; se il vaccino corrisponde all’unica via d’uscita da questo incubo, l’unico compromesso per tornare ad una vita “quasi normale”, allora tutti saremo disposti a farlo. I ragazzi sentono di essere psicologicamente provati e, forse, i segni di questo virus non saranno mai cancellati del tutto. Prima terminerà questa situazione, più sarà possibile non crollare. I giovani sperano di ricevere presto la propria dose, con la speranza che i ritardi nelle consegne degli ultimi giorni non risultino particolarmente insidiosi per il programma italiano di vaccinazione.

È bene, dunque, che l’intera popolazione mondiale, compresi negazionisti e scettici, venga sensibilizzata alla somministrazione del nuovo farmaco: non vi è altro modo per il ritorno alle proprie abitudini, alla possibilità di donare e di ricevere un abbraccio; non vi è altro modo per ritornare a respirare, abbandonando gli ormai abituali dispositivi di protezione. Non vi è altro modo per ritornare a vivere, se non proteggersi.

 

Pucillo Carmela e Matrone Stefania, 4b classico, liceo Pitagora -B. Croce

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