Cos’ è che ci rende felici? Questa è la domanda che ha afflitto e continua ad affliggere milioni di persone.

L’uomo non è capace di trovare la felicità nonostante tutte le azioni compia per essere felice.

Siamo continuamente accecati dalle ideologie di questa società che finiamo per dimenticare noi stessi. Così facendo la nostra opinione e la nostra libertà personale sono totalmente annullate a favore di opinioni precostituite e affini alle opinioni della massa.

Con la freneticità della vita quotidiana finiamo per non dare valore ad ogni singolo giorno.

L’uomo è infinitamente insoddisfatto, non è mai felice e sembra che non ci sia nulla che possa andare bene. Ogni piccola soddisfazione è vana, temporanea e in seguito ritorna il vuoto. Allora l’uomo, spesso, cerca di riempire il vuoto assumendo degli atteggiamenti autodistruttivi, dei comportamenti che sembrano colmare il senso di vuoto, ma che, in realtà, non fanno altro che accrescerlo, come l’isolamento, l’egocentrismo, il perfezionismo. Ci si dimentica dell’interiorità personale, dell’anima, un’anima che sta soffrendo e non se ne rende conto, un’anima oscurata dal modo di vivere di questa società. Le persone sono come soffocate, sono prive di giudizio e opinione, sono passive e continuamente conformi alle idee dei più. E’ questo che rende vuoto e infelice l’uomo: l’aver represso la propria emotività e la propria individualità.

Le persone, oggi, non hanno tempo di lasciarsi andare alle emozioni, di dedicare del tempo per riflettere su di sé. Sottovalutano il lavoro di introspezione e di crescita interiore, che permette ad ognuno di vivere in modo equilibrato dal punto di vista psicologico.

La felicità, infatti, è un concetto mentale: una persona è felice solo se si sente felice. Il tutto dipende da come le persone prendono le cose che accadono e dal rapporto che hanno con se stesse.

Le persone passano un’intera vita alla ricerca della felicità e, poi, non hanno tempo da dedicare a se stesse per essere felici, per riacquistare un’emotività andata persa o per riscoprire se stessi? Ciò accade sicuramente perché ignorano il fatto che la felicità può dipendere da diversi fattori: dallo stato interiore, da quello fisico, dall’ambiente in cui si vive e in cui ci si relaziona, dalle persone con cui si interagisce.

«La felicità è pienezza dell’essere, libertà interiore, sintonia con il mondo esterno e la realtà interna»: questa frase di Daniele La Barbera, docente di psichiatria dell’Università di Palermo, sintetizza il significato di essere felici, un significato spesso non compreso appieno: per tale ragione, spesso la felicità è una ricerca vana.

La scoperta di sé, con la conoscenza dei propri pregi e difetti, dei propri limiti e delle possibilità di accettare se stessi sono la più grande libertà. Essere liberi e in pace con se stessi è la conquista della tanto ricercata felicità.

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