L’amicizia è fondamentale nella vita di ognuno, in particolare nella vita degli adolescenti.

Essere amici significa condividere, rispecchiarsi nell’altro, ma anche accettarne la diversità. Un amico è sempre al tuo fianco, capisce in ogni momento cosa senti e se c’è qualcosa che non va; un amico non ti giudica mai, non c’è critica da parte di un amico.

Ciò è fondamentale durante quest’età così critica, perché la persona ha bisogno di sentirsi accettata così com’è, senza essere giudicata.

Con la pandemia e il lockdown la concezione di amicizia è cambiata: con la chiusura le persone non hanno potuto incontrarsi;

con la pandemia sono scomparsi i sabati sera passati tra amici o i pomeriggi a studiare insieme e sono finiti i giorni in cui si parlava del più e del meno all’uscita della scuola o aspettando al mattino il suono della campanella.

Conseguentemente, si può pensare che le amicizie si siano in qualche modo sciolte. Ciò non è del tutto vero perché l’incremento dell’utilizzo della tecnologia ha reso possibile alle persone di rimanere in contatto: grazie ai vari social network è come se i giovani non si fossero mai separati.

Infatti, l’utilizzo dei social è aumentato progressivamente: si stima che i ragazzi abbiano utilizzato il cellulare per più tempo, rispetto ai giorni senza pandemia, appunto per rimanere in contatto con i propri amici.

Riguardo a tale situazione Papa Francesco si è espresso dicendo: <<L’amicizia è reale, non virtuale, non chiudetevi nel mondo digitale>>

Infatti, con la messaggistica è impossibile avere un contatto diretto: non si può guardare in faccia una persona, non si può sapere come sta l’altro solo guardandolo negli occhi. Praticamente è come se si vivesse in un mondo virtuale e irreale, come ha ben detto il Papa.

Non è, tuttavia, tutto così negativo: l’utilizzo di cellulari e dei computer ci ha dato la possibilità di non separarci nonostante tutto.

Ci sono, inoltre, anche persone che nella quotidianità  non riescono a socializzare come tutti gli altri. Grazie alla distanza e alla mancanza della pressione del contatto visivo, invece, esse hanno la possibilità di relazionarsi agli altri.

L’ esperienza  vissuta in questo periodo così buio, in ogni caso, ha toccato tutti noi da vicino e ci ha lasciato un insegnamento prezioso: ci ha fatto capire che ci accorgiamo dell’importanza di quello che abbiamo solo quando la perdiamo. A tal proposito il pontefice ha espresso nuovamente la sua opinione, invitando a comprendere l’importanza dei rapporti “reali”: <<… che questa esperienza negativa possa insegnare qualcosa, cioè proprio l’importanza della relazione interpersonale reale, non virtuale>>.

E’ ormai passato più di un mese dal ritorno a scuola in presenza e la cosa che ha più motivato i ragazzi è stata quella di poter ritornare a stare tutti insieme. Certamente è tutto cambiato e l’amicizia non è più vissuta come prima: mancano gli abbracci, lo stare seduti nello stesso banco, scrivere sul diario del compagno di banco. Abbiamo scoperto qual è il valore di un abbraccio e quanto fosse importante sentire “vicino” l’altro.

Però, per quanto possano essere cambiate le abitudini, non è cambiato il sentimento che animava l’amicizia.

Abbiamo imparato ad accettare la bellezza di stare tutti insieme anche se a distanza.

 

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